Col brivido del rischio vi scrivo su un portatile che sfrigola, che ha decisamente dato forfait sul piano audio (quello che mi serviva) e che prima di abbandonare del tutto (e cercare qualcuno che sappia darci un’occhiata e dirmi se riuscirà a salvargli la vita) uso ancora un po’ anche perchè vi sono assuefatta e l’idea di salire in soffitta e attaccarmi al gigante dei castellani… mi spaventa. Lassù 1. si muore dal caldo (e mademoiselle mi segue e fa man bassa di puffi e peluche e altri ammenicoli, ricordi della nostra infanzia, di cui è piena - vedi solo più il codino che spunta da sotto i mobili, impazzito) 2. il mostro non credo supporti i programmi di cui ho bisogno e io sono tutt’altro che una maga nel campo e mi strapperò i capelli 3. perchè doveva succedere proprio a me, al mio computerino, proprio ora che ne ho bisogno e che bastavano ancora poche settimane poi poteva andare a fare una passeggiata, un bagno in mare, prendersi una granita, farsi vento ventiquattro ore al giorno??

Ebbene no. E così siamo mezze fregate.

L’unica nota positiva è che i castellani sono partiti…no, non per sempre. Ma si prospettano giorni (troppo pochi) di ritrovata L.I.B.E.R.T.A’!! e mi sudano le mani dalla fibrillazione. Che anche se sarò comunque inchiodata qui col lavoro da finire… già immagino…

Sì. Cos’è che immagino?? Tavole imbandite ricoperte di cibo cucinato da me medesima, sapori profumati, buonissimi. Quantità triple rispetto alle dosi da uccellino che vanno di moda da queste parti, chili che si riprendono al volo, succhi di frutta, vino, birra, acqua con le bolle. ((Sigarette… no, quelle no - anche se ieri quanto avrei dato per una dico mezza)). Orari personalissimi e variabili e flessibili, tuffi nella pozza in adorata solitudine, e… boh. Diciamo che una vita scoppiettante è un’altra cosa, e sognare una tavola imbandita e un grembiulino da cuoca… forse ne dà l’idea (ma per ora ce la facciamo andar bene). Sono passati i tempi in cui, appena via i carcerieri, ci si attaccava al telefono a chiamare il moroso… ; )

Insomma. Comunque ieri siamo andate a fare un giro nella vecchiacittà (potete ammirare un paio di foto non proprio belle - la macchinetta è quel che è, mademoiselle che tira al guinzaglio e cerca di tuffarsi nel fiume pure). Dopo anni nella grandecittà continuo a stupirmi di come questa mi sembri paese, piccola, calma, più pulita (anche se quando sono andata via ero convinta del contrario)… e dei posti come quelli di ieri, un terrazzino sul fiume pieno (anche) di ragazzini alternativi coi cani… posti che nella grandecittà (ad esempio) avrebbero già confiscato per farne centri vip inaccessibili alla plebaglia. Qui si tiene duro (o i vips non sono molti, diciamo)  e questa è una cosa grandiosa, ai miei occhi. E poi quel fiume… certo, non si deve guardare da troppo vicino… ogni tanto qualcuno ci casca dentro, più per sbaglio che altro… e non lo invidio. Ieri era pieno di canoe, e forse nella foto potete notare dei canoisti all’arrembaggio. Eravamo vicino a uno di quei club, tutti in divisa, tutti allegri, tutti over 50 (sembrava). Ma contenti, eh. Un signore poi, barba  bianca, aveva ancora dei bicipiti da fare invidia a dieci ventenni. Però.

Ancora una cosa. Tempo fa da nonsisamai era nata una discussione sulle canzoni da un certo punto di vista imbarazzanti (per un gusto musicale raffinato) ma a cui si rimaneva, nonostante tutto (e in vergognosa segretezza) affezionati. E allora… questo tormentone a me mi piace. Mentre faccio colazione la mattina mi fa sorridere. Anche perchè conosco un tipo che somiglia un po’ a quello del video ma si dà grandi arie da dongiovanni, però io me lo immagino sempre un po’ così.

E a proposito di banchetti… questi ve li ricordate?

E per rimanere in tema…

(naturalmente io non posso sentire quello che incollo qui sopra… ditemi voi se è tutto ok!)


la pozza

01Jul08


THE pool: for  every everyone

Date retta a me.

(il colorito burroso mi appartiene - anche se un po’ meno sano, mi sa ; )


e ora… pubblicità.

dancin‘ va a fare un corso serio di ballo, anzi uno shackeramento generale e a farsi girare la testa così forte da scuotersi di dosso tutta questa polvere e stalattiti.

quando sarà una manager rampante, una dotta dottissima, una specialista in blablabla, una mamma di quattro bambini, una donna dal polso di ferro, dalle ginocchia dritte, dal cuore antisfondamento, dal cervello brillante, dalla vita attiva, dall’animo sveglio, dal sorriso pronto, dai sogni belli, dalla calma zen, dall’elasticità yoga, dalla pelle bellissima, dai capelli lunghissimi, dall’abbronzatura caramello, dalle rotondità che servono a uno scopo (uno qualsiasi), dai pensieri allegri, dalle sensazioni leggere, dall’entusiasmo senza paura, dagli occhi che vedono di nuovo qualcosa di bello, sorprendente, divertente, entusiasmante, buffo, fuori di qui…

ecco. allora dancin‘ potrà avere qualcosa da raccontare.

così dov’è ferma ora… proprio no.

e speriamo che non si faccia viva già domani… che per le cose belle (tipo una vita quasi nuova) ci vuole tempo. non bisogna mica avere fretta.


Oggi sono passata a meno di due metri da un paio di loro, che stavano a fissarmi aggrappati al tronco di un albero (no, la foto non è mia perchè non avevo la macchina fotografica dietro, ma ci somigliano!). Poi di nuovo, come ieri, qualcosa (di grosso) si è alzato all’improvviso da sotto un cespuglio vicino a me ed ha iniziato a “galoppare” nel bosco… brividi. Per fortuna oggi ero sul sentiero grande, ieri invece mi stavo avventurando tra rovi e sterpaglie (con mademoiselle tra le ginocchia a far finta di avvistare il pericolo… era appena corsa indietro a capicollo forse perchè aveva avuto sentore della “belva” in agguato… probabilmente un cinghiale o magari un cerbiatto - spero quest’ultimo).

Magari cercano il fresco, anche loro… comunque fa effetto sentirli muovere così tra gli alberi mentre speri che non sbaglino direzione e ti arrivino in braccio (ma loro sì che ci sanno fare tra i rovi, mica come me e mademoiselle lingualunga).

Messo il filtro alle mail di occhicelesti che non la smette. Non mi conoscete (e meglio così). Ma davvero mi preoccupa il fatto di attirare solo i pazzi e ossessionanti. Ancora e ancora e ancora. Mi vengono a bussare alla porta, come in questo caso. O forse più sto per i fatti miei e peggio è, sono come un miele o una calamita, non lo so. Ma non ce la faccio più.

E non lo sanno che voragine mi stanno aprendo dentro.


break

23Jun08

ps. ultim’ora. per rassenerare gli animi di chi magari (ma davvero c’è qualcuno?) si legge queste pagine che sprizzano allegria e positività e buonumore e buoni sentimenti da tutti i pori come un romanzo e si chiede “ma dove andrà a finire questa tizia messa così benissimo??”… volevo aggiungere che in questi giorni dancin‘ ha ricevuto ben due mail da parte di occhicelesti che, per non smentirsi, ha ricominciato con la tiritera che “è stato felice di vederla… che mademoiselle è un amore… che dancin‘ è uno schianto (testuali parole) e  che nonostante la “conosca da ben sedici anni” (ma conta anche i dodici in cui ci si è visti un paio di volte, per caso, da lontano??)  gli sembrava di essere di fronte a una persona sconosciuta” (ma guarda un po’! e allora non gli viene in mente una logica conseguenza???) e dato che dancin‘ invece si sente tutt’altro che schianto in questo periodo (e non a causa delle cosce sottolineate con l’evidenziatore dalla grazia del tipo) ed ha un livello di sopportazione pari a meno diecimila metri sotto il livello del mare, ed è nervosa, ed è insofferente e quindi queste scene (di uno che la stressa da dodici anni senza capire e che, tra l’altro , dovrebbe presto andare all’altare con l’ultima delle sue conquiste-che non lascia mai prima che siano pronte le sostitute…) insomma… è meglio che ci si tenga molto lontani da dancin‘ di questi tempi. O potrebbe… non lo so. Forse fuggire a sbattere la testa contro le rocce in un eremo a cinquemila metri d’altezza, tanto non si sopporta e fa fatica a sopportare un sacco  di (troppi) atteggiamenti altrui.

Era tanto per dire.

Che certa gente (ma quando incontreremo l’altra, di gente???) non cambia MAI.

pps. l’unica che l’ha trovata, genuinamente e spontaneamente, più bella e rotonda… è stata la nonnadeimonti. che oltretutto pensa che sia l’aria della grandecittà ad averle fatto “tanto bene”. se è per il fatto che se ne stava lontana dai castellani… di sicuro. ma lo smog e l’aria tra le fabbriche… quelle magari dancin‘ se le sarebbe risparmiate.

ma è sempre bello constatare come ognuno veda le cose nel proprio personalissimo modo.

basta solo trovarlo. un modo sempre scoppiettante.

e cmq prima dancin‘ era troppo magra. ora è “troppo” rotonda per lareginamadre (che qualcosa di spiacevole da dire deve sempre trovarlo, altrimenti come si fa).

dancin‘ si chiede quando sarà troppo sorridente, troppo felice, troppo serena, troppo tranquilla.

e se la riderà alla grande, alle spallacce loro.

E con una giravolta sloga caviglie… dancin‘ vi saluta.


Blue

22Jun08

Capita a volte  e in certi periodi spesso (come in questo) che dancin‘ vorrebbe un angelo custode, un amico saggio, un parente attento e che conosca gli affari del mondo, qualcuno che le voglia bene e la conosca e abbia una visione oggettiva di lei e delle cose e della vita in generale e dell’universo tutto.

Qualcuno che le sappia dire cosa a trentun’anni possa ancora essere fatto. Che le dia l’energia o che semplicemente non cerchi di spegnere quella che lei cerca di tirare fuori. I tentativi, le speranze.

Che già da sola spesso e volentieri il sentimento predominante è  sottoterra e con un piede nella fossa.

Sì. A causa dei suoi anni. Sì, a causa di quello che pensava sarebbe stata la sua vita a questa età e che non è. A causa dei figli che pensava avrebbe avuto e che non ha, a causa dell’uomo che pensava avrebbe avuto accanto e che non c’è, al lavoro che immaginava avrebbe fatto e che non ha ancora trovato.

E ora ha trovato il coraggio di lasciare una situazione senza uscita per darsi ancora un’opportunità. E ci sono momenti che sente questa scelta come “l’ultima” che le sia concessa. Prima che sia davvero troppo “tardi”. E che ora non le è  più permesso sbagliare.

E questa sensazione mozza le gambe al solo pensiero. Che  di dancin‘ si può dire di tutto ma non che non abbia coraggio da vendere. Ma troppe volte ha sbattuto la faccia contro il muro, troppe volte ha dovuto ricominciare da capo. Come ora. E scopre la sensazione del chiudersi a riccio più forte che mai. Più forte di come le sia mai capitato. PIù forte di come avrebbe mai potuto immaginare.

Ora avrebbe delle domande pratiche, serie, gelide e paurose. E avrebbe tanto bisogno che qualcuno le rispondesse. O l’aiutasse a trovare delle risposte chiare, definitive, dentro di sè.

La situazione che vive ora è di transito. Dov’è ora non può, non vuole stare.

Ha dei desideri rimasti indietro dagli anni passati, quando tra una crisi e l’altra, un tentativo d’indipendenza e l’altro, una storia sbagliata e l’altra, una lite coi genitori e l’altra, cento libri letti e lacrime e giri in auto e lavori ed esami all’università dati uno dopo l’altro con lunghe interruzioni nel mezzo… insomma. Il passato è passato. Non è riuscita a fare molte cose che desiderava, e di cui sarebbe stata sicuramente capace. Su questo non c’è dubbio. Sul perchè se le sia fatte portare via… questo è invece meno chiaro. E questo E’ il problema. Ma non è più risolvibile. Dunque tanto vale dimenticare, no?

Ora c’è questo presente. Cinque anni circa dopo (e di troppo). Che fare.

Le idee ci sono, la voglia anche. La paura pure e l’ansia altrettanto. Ma soprattutto… non ci sono orecchie che possano ascoltare, consigliare, dire la loro.

Perchè dancin‘ sa o ha paura che non può più sbagliare.

E quando la cantilena che le rimbomba in testa è sempre la stessa “hai trentun’anni… non più venti”… ha paura a parlare. Prima di essere abbastanza sicura di suo, per poter combattere. Perchè di questo si tratta. Come le altre volte. Come sempre.

E’ troppo tardi per lasciare il suo Paese, anche solo per un po’, e andare a studiare e lavorare all’estero come avrebbe voluto fare fin dall’adolescenza?

E’ troppo tardi per riuscire a stare serena e senza questa sensazione che taglia le gambe?

E’ troppo tardi sentirsi forte di rispondere a chi dice “ma non hai più vent’anni” con un “lo so benissimo. E me li sento tutti, nelle ossa, nel cuore, nella testa. Ma non ho paura. Ma non mi fermo qui. Ma non decido ancora di “morirci”. Non ancora. Lo so benissimo ma questa è la sola vita che ho a disposizione. L’ho già maltrattata abbastanza, l’ho già mutilata, spezzettata in mille frammenti che ho lasciato in giro. Ho cercato mille volte di ricomporla, di darle la forma che avrei desiderato, in certi momenti ho pensato di avercela quasi fatta, in altri… ho dovuto accettare il fatto che invece no. Ancora una volta le cose sembravano non voler funzionare. E allora non lo so. Non posso saperlo. Ma posso solo provare ancora. Ancora una volta. Vorrei solo poterci credere”.

Che poi che me ne faccio dei miei trentun’anni “qui”, se tanto non riescono a fare un passo nella direzione che può renderli felici. Che me ne faccio che qui non c’è il lavoro che vorrei, l’uomo che dovrebbe esserci, i figli che non sono mai nati.

Ci sono solo io. Qui. E allora forse potrei essere da qualsiasi altra parte.

Se solo non avessi paura di sbagliare. Di sentirmi troppo sola, ancora e sempre, con me stessa. E non parlo sola fisicamente, che quella sensazione invece la conosco bene, la rispetto, mi ci sono quasi affezionata, ne ho riguardo, e so che è un punto di forza (il non averne paura). La paura  è quella di continuare a girare come una trottola impazzita. Che non trova requie. E che magari è diventata cieca a molto di quello che la circonda. Per il solo desiderio di non farsi (più) ferire.


freakshock

21Jun08

E ora shockerò qualcuno.

Siamo venuti qualche giorno a casa di amici d’infanzia. Un posto dove si sono trascorse tante estati da bambini e si è giocato a fare i grandi da adolescenti.

Ebbene. Ieri pomeriggio, complice un bel sole (bollente - ne siamo felici, eh? ma giusto per dirne ancora una su questo tempo pazzo potremmo aggiungere che si passa d’amblè dai 16 gradi con pioggia e calzettoni ai 32 con umidità al 90%) abbiamo staccato le braccia appiccicate alla tastiera del portatile (ormai siamo un tutt’uno col divano - eh sì, la scrivania è troppo scomoda, le gambe non si incastrano sotto, la sedia finge di essere da ufficio ma se fosse l’asse di legno dei tavoli da picnic sarebbe cento volte meglio - e dunque scriviamo seduti sul morbido, col computer sulle ginocchia spesso appoggiato su quei cuscini Ikea per portatili, dato che il calore che emana da sotto quasi brucia le gambe) e dunque stavo dicendo… abbiamo staccato le braccia appiccicate e siamo andati a mangiarci una mela sul terrazzino. Abbiamo guardato un po’ all’orizzonte e quindi… ci è venuta in mente una cosa da urlare all’amica D nascosta da qualche parte in giardino, e… la visione.

Sporgendoci per cercare di dare un’occhiata dietro la casa… sono comparsi i vicini. Sdraiati sul terrazzino sottostante, nella loro miglior posa da fricchettoni spaparanzati al sole, come mamma li ha fatti e… completamente implumi.

Sì, implumi. Lui e lei, 120 anni circa in due… beati a godersi la bella giornata in un lago di sudore.

La mela è sfuggita al controllo e dancin‘ ha fatto tre passi indietro all’istante, per non farsi sorprendere ad ammirare le loro virtù in cotanta manifesta beltà.

Ora. Per fortuna dancin‘ non è totalmente all’oscuro delle pratiche fricchettonesche di vita a contatto con la natura e robe simili… ha avuto un’infanzia e un’adolescenza dove, per forza di cose, ha dovuto seguire zitta e testa basta tutte le pratiche dei genitorisovrani, compresa una loro predisposizione a frequentare, d’estate, dei posti (di cui il resto d’Europa è pieno) dove si viveva a stretto contatto con la natura in  molti sensi. Belli, eh… e poi da lì si vedeva anche come il nostro Paese fosse molto indietro rispetto agli altri (del Nord) per tutta una serie di cose… ma non è questo l’argomento di cui dicevo. Poi, il fatto che i genitori ovrani fossero dei gendarmi con idee un po’ hippy (in alcuni ambiti), e soprattutto il fatto che cercassero di vivere con un’organizzazione dal caserma la vita da hippy… sarebbe argomento di lunghe e tortuose conversazioni con dotti di vario genere, strizzacervelli soprattutto.

Ma andiamo per ordine, anzi, lasciamo proprio da parte quei ricordi un po’ faticosi.

Quel  che ha sconvolto dancin‘ è proprio questa pratica di implumersi ad età avanzata. Prendere la lametta… e via. Che poi questi vicini sono simpatici, e coi vestiti addosso si fanno tante chiacchiere, sono persone interessanti e piene di spirito… serene e gentili. E ora, alla veneranda età di, sembrano più attaccati l’uno all’altro rispetto a tempo fa. Come due fidanzatini i primi mesi.

E proprio a questo pensiero dancin‘ rabbrividisce. Che siano le nuove “pratiche” a renderli più audaci e giovani dentro?

Che poi dancin‘, nonostante le sue estati d’infanzia fricchettone, col bikini addosso ci sta benissimo. Anzi. Non se lo toglierebbe, in pubblico, per niente al mondo.

Forse è stato proprio un effetto reverse. Come per tante, tantissime, altre cose.

Don’t let the man get you down


(questo era oggi… da non dimenticare, quando domani pioverà di nuovo!)

Eccoci qui. Cambiamo argomento (era ora! basta!) e dato che fatti salienti e interessantissimi non ce ne sono, che il raggio di azione non si allontana dai dieci metri quadrati e la vista poco più in là… ringraziamo alice che ci dà l’opportunità di buttar lì’ due parole. Che anzi, altrimenti qui si voleva raccontare di come ieri dancin’ si sia quasi intossicata con dello sciroppo alla ciliegia (insomma, si è trovata a casa da sola per qualche ora - allelujjjjaaa - e subito ha cercato di approfittarne, che qui la dieta è da ospedale, piatti mezzi vuoti, frutta e verdura, acqua del rubinetto… e dunque appena ha sentito aria di libertà si è buttata su una formina di formaggio tipo robiola - boh - e per accompagnarla… ha iniziato a bere succo di frutta, e non contenta ha visto una bottiglia di liquido scuro tra i liquori e ha detto, ma sì, proviamo un ditino, che vuoi che sia, magari ci rilassa un po’. Altro che rilassamento… ha avuto i crampi alla pancia fino a questa mattina, e non poteva dire niente  per non tradirsi, e chissà a che cavolo serviva quel liquore, forse a riempire i dolcetti di halloween… gli scherzetti, cioè).

Tra le altre cose fa finta di non pensarci ma in questi giorni le torna spesso in mente una frase che le si è scolpita nella mente quando l’ha letta tanti anni fa, che più o meno dice che “l’intelligenza di una persona (il libro era  ”L’intelligenza emotiva” di Daniel Goleman) si misura anche con la capacità di lasciarsi alle spalle i brutti ricordi, di imparare dai momenti difficili cosa non ripetere in futuro, ma soprattutto quel che conta è andare avanti e non voltarsi troppo indietro, non farsi intrappolare dal passato, essere in grado di affrontare i cambiamenti e il presente senza sminuirsi ma anche senza illusioni…” (l’ho presa proprio alla larga, e non ho voglia di andare a prendere il libro e controllare), però… ecco. Non è che dancin’ si senta molto intelligente, incatenata com’è ai pessimi ricordi, alle sensazioni che dovrebbe solo dimenticare, alle situazioni storte (attuali e passate). Così non andrà da nessuna parte. E poi sì che potrà sedersi e vivere di rimpianti.

Ad ogni modo è uno di quei periodi in cui non si fida affatto del suo sesto senso che sembra aver perso l’orientamento, vorrebbe non parlare (perchè fa danni), non sentire (perchè ci soffre), avere tutto quello che vorrebbe (ma non riesce a muovere un passo), dire delle cose (senza venire fraintesa e si chiede se è lei che non sa parlare o se siano gli altri che stanno su traiettoie troppo distanti), avere delle certezze (o sicurezze di qualsiasi tipo), avere dei pensieri leggeri (e non intrappolati tra queste quattro mura soffocanti), smettere con quest’ossessione del tempo che passa o è passato (che tanto che cosa cambia? e poi manco avesse cent’anni).

E bom. E dato che non vorrebbe proprio parlare di questo…  coglie la palla al volo lanciata da Alice, perchè in ogni caso è sempre bello ficcare il naso nelle cose degli altri, compresi i loro gusti. E poi… si tratta di un argomento interessante. Io ho letto un sacco di libri perchè ne avevo sentito parlare o perchè li notavo di straforo a casa di qualcuno o in mano alla gente in metropolitana (oltre a quelli scelti di mia spontanea volontà - e a quelli che avevo sempre sott’occhio a lavoro, prima di venire in queste terrerilassanti).

E dunque. Io non sono praticamente in grado di fare classifiche. Se mi dicessero “puoi salvare tre cose dalla  fine del mondo e portarle con te sull’isola deserta”… probabilmente prenderei  al volo mademoiselle ( e sì, ormai abbiamo capito che sarà il bastone della mia vecchiaia ; ) e poi probabilmente agguanterei le due che ho lì vicino al momento. Magari il vestito con le pailettes che ho messo la sera prima (facciamo proprio un esempio realistico) o il cuscino…

Insomma: i miei cinque libri preferiti.

I primi quattro sono senza ombra di dubbio:

Hotel New Hampshire di John Irving

Il mio carissimo John Irving (l’autore de “Il mondo secondo Garp”), che non mi stanco mai di leggere, piangendo e ridendo allo stesso tempo. Sono belli tutti, questo in particolare mi ha colpita in modo che ci ripenso spesso. L’ho letto… a New York, in un viaggio che ho fatto là, bellissimo e orribile allo stesso tempo (e non a causa di NY, che spero di rivedere presto). In particolare mi ricordo che leggevo sull’aereo e ad un certo punto sono scoppiata a ridere… e tutti a guardarmi e io che proprio non riuscivo a trattenermi (un paio di pagine dopo… un colpo di scena da spezzarti le gambe).

Middlesex di Jeffrey Eugenides

Una fantasia brillante e piena di spirito. Dolce e “comica”, tenera e dolorosa. Forse questo potrei dire di questo libro che, appena letto, non ho potuto evitare di parlarne con chiunque e passarlo a tutti quelli che mi circondavano (è arrivato pure nelle mani di mia nonna, e spesso mi sono chiesta cosa pensasse nelle parti clou). A quanto ne so è piaciuto a tutti, maschi, femmine, grandi e grandissimi. Meraviglioso.

L’ho letto… non so. Era inverno, me lo avevano regalato per il compleanno (per puro caso, perchè lo avevo adocchiato in libreria e aspettavo che uscisse l’edizione tascabile), credo di essere stata sdraiata sul tappeto a non staccargli gli occhi di dosso per qualche pomeriggio. Letto tutto d’un fiato.

La versione di Barney di Mordecai Richler

Ho adorato quest’uomo (e questo libro). Tenero, caustico, disarmante. Mi ha fatto morire dal ridere, mi ha fatto desiderare essere “Miriam” (la moglie tantissimo amata). So però che non tutti lo adorano. Sembra che il mondo di quelli che lo leggono si divida in due: chi lo ama alla follia e chi non lo sopporta. Tra chi lo ama… si dice più o meno quel che ho detto. Tra chi lo odia… si dice che lui è un borioso, pieno di sè, “cattivo” ecc… ecc… Io credo che sia perchè per ridere e sentirsi vicini a lui si debba essere sulla sua stessa lunghezza d’onda, che non vuol dire più intelligenti o sensibili o che. Ma magari avere lo stesso senso dell’umorismo, essere un po’ “simili di carattere” a quel personaggio… e allora ci si innamora. Senza scampo.

L’ho letto… un’estate al mare, anzi l’estate più calda di questi ultimi non so quanti anni (come non è ora, insomma). Boccheggiavo da sola sulla spiaggia ( e già, perchè avevo avuto la brillante idea di andarmene da sola in vacanza… e a parte il fatto che la notte non riuscivo a dormire per il caldo e per i pensieri del moroso dall’altra parte dell’adriatico a fare chissà che… mi è venuta una malinconia che sento ancora se ci penso. brrrr. Comunque non è stata l’ultima delle mie “uscite” in solitaria. Non so perchè ho quest’ansia malefica di mettermi alla prova e vedere fin dove riesco a soffrire)

Underworld di Don DeLillo

Last but not least.. Lui. Che dire. Che se dovessi raccontarvi per filo e per segno la trama mi perderei. Perchè non la ricordo per filo e per segno (e perchè in un certo senso non c’è). Ma ricordo dei pezzi e delle parole… quasi a memoria. Perchè quello che mi ha stregato di questo libro era  come era  scritto. Le parole, le frasi, il ritmo… L’ho letto  che in quel periodo lavoravo a teatro la sera,  e quando non dovevo stare in sala durante lo spettacolo mi sedevo su una seggiolina in qualche angolo semideserto e supersilenzioso (pazzesco il silenzo che regna dietro i tendoni della sala, appena si spengono le luci) e leggevo leggevo leggevo. Questo (anche) mi ricorda quel libro.

E poi. E poi per il quinto… non saprei scegliere. E allora butto in un calderone tanti libri  belli e autori  che mi sono piaciuti (che magari riletti adesso non mi colpirebbero così come allora), soprattutto convinta che di libri stupendi è pieno il mondo e il bello è proprio scovarli (che non è semplice) e chissà quanti me ne sono persi, per ora.

Dunque, vorrei ricordare (come in chiesa - e non mi dilungo più a dire il perchè anche se ne avrei voglia):

Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, Celine di Viaggio al termine della notte, tutto Calvino, Isabel Allende (dei primi libri, 7 o 8, che poi basta), Daniel Pennac (la saga sulla famiglia Malussene), Paul Auster (soprattutto Moon palace ma anche altri), Salinger (Il giovane Holden, Alzate l’architrave carpentieri, Franny e Zooey) Truman Capote (tutto), Kundera, Landsdale (sopra tutti  Il mambo degli orsi), Tom Robbins (un “pazzo”), Oriana Fallaci (Un uomo, come dice anche Alice), Garcia Marquez (dopo un po’ mi sono stufata, ma è bello), David Leavitt, A Ovest di Roma di John Fante (tra gli altri suoi questo in particolare), Carver, Simone De Beauvoire, TUTTA la BEAT GENERATION (mi ci sono consumata gli occhi prima di passare ad altro, tanti anni fa), Carol Oates, Alice Munro… e chissà quanti altri e qui mi fermo.

Accelero.

I cinque film, i primi cinque che mi vengono in mente ( e di sicuro me ne verranno in mente tanti altri belli, ma i primi cinque sono questi):

Fino all’ultimo respiro di Godard - bellissimo, in tutti i sensi. E lui che si passa quel pollice sul labbro…

Eternal sunshine of the spotless mind (il titolo in italiano non gli rende giustizia) di Michel Gondry. Visto più volte. Non so. Lo trovo bello, triste, tenero, mi dà sollievo… tutto. E mi piace molto come è fatto, le immagini, il montaggio, la musica…

Big Fish di TIm Burton. Una bellissima favola. E non solo.

Marie Antoinette di Sofia Coppola. Bello com’è fatto, il punto di vista su Maria Antonietta, bellissima la musica… le immagini, i costumi, tutto.

Il grande freddo di Kasdan. Perchè l’ho visto più e più volte e lo riguarderei se lo dessero di nuovo. Perchè ero una bambina ma speravo di essere così “da grande” e di avere quel tipo di amici. E perchè in una delle 5, 6 volte che l’ho guardato (quando d’estate davano ancora i film) è entrato davvero un pipistrello dalla finestra proprio mentre i protagonisti erano intenti a scacciarlo a cuscinate dalla loro mansarda.

E ora basta. Immagino che non siate arrivati fino in fondo. A volte sembra che uno scriva per il gusto di scrivere, dato che si rende illeggibile agli altri (e a ragione)!

Mi taglio le mani.

Passo la palla (è utile se avete un momento in cui non sapete che scrivere o per rivangare vecchi ricordi) a quelli che passano di qui… solo se avete voglia, solo se vi va (adblues, Mblue, valeria, nonsisamai, ethically, fabrizio, daninet… chi vuole insomma!).

Ciao ciao


detto tra noi

16Jun08

comunque la battuta più “bella” che ha fatto il tizio di ieri (il primoamore, diciamolo, va’ -  chiamiamolo occhicelesti , che blu sono un’altra cosa - e specifichiamo che per anni ha stressato la sottoscritta perchè doveva assolutamente incontrarla, nonostante lei non fosse per niente dello stesso parere, forse per paragonarla alle tizie con cui stava al momento e vedere “chi era più carne”) è stata:

e mademoiselle perchè l’hai presa? perchè non ti vuole nessuno?

ecco. questa battuta fa un briciolo male. e so che  molti di voi di sicuro se la rideranno di gusto, lo so e meno male che non vi vedo. anche perchè voi non vedete me e il passo a immaginare una sterloga (come dice mia nonna - quasi 90 anni senza perdere il gusto dell’ironia, beata lei) coi capelli di paglia e la gonna da zingara e… tutto quel che potete immaginare di trasandato… è brevissimo. e come darvi torto.

in ogni caso… forse per lui era una battuta da gran ridere. e il bello è che io gli ho pure dato una risposta sensata!

ecco. in questi momenti mi odio abbastanza. perchè poi ci ripenso e un bel calcio nel didietro figurato vorrei averglielo mandato… allucinante.

il tizio “il prossimo anno” si sposa. dancin’ sì, si vede raramente ai matrimoni degli altri accompagnata, ma… non significa che non sia una sua scelta. ha deciso che per avere a che fare con tizi del genere… meglio niente. semplice.

(più o meno).

in ogni caso sta diventando un’esperta dei matrimoni degli altri,  una perfetta ascoltatrice e dispensatrice di saggezze (per chi gliele chiede ancora, perchè quella delle donne sposate sembra diventata una casta e, come mi ha fatto simpaticamente notare un’amica - sposata - quelle con figli, rispetto a quelle senza, si elevano ancora un gradino più su).

chissà se da lassù mi degnerebbero ancora di un saluto.


x

15Jun08

ad ogni modo aggiungerei: le domeniche di pioggia a giugno, dopo settimane di pioggia a maggio e pure a giugno… si rivelano molto interessanti. si incontrano gli ex (come fa BT in terra savojarda… tra l’altro, si sarà fatto offrire la cena e il pranzo e la colazione?) ma in modo un po’ meno macchinoso (ossia per caso). ci si sente dire “sei sempre uguale! un po’ più in carne!  - ma come, le cosce? allora si nota proprio, mmm - e poi… ma guarda, c’è anche qualche rughetta quando strizzi gli occhi! - sai com’è, sono passati dodici anni  e guardati i tuoi capelli brizzolati, ecco -

e poi… la reginamadre ha avuto in prestito quel libro di cui parlavo tempo fa (un prestito fatto in modo mica tanto disinteressato)… e infatti dice che la innervosisce, che non le piace lo stile (e non capisce di cosa parli). e questo mica è strano… semmai lo sarebbe stato il contrario. eppure… una reginamadre che sappia cosa sia stato il ‘68 anche solo per sentito dire e anche  se studiava dalle quasi suore (e anche un po’ di cosa sia stato dopo e pure un po’ di quel che è adesso)… sarebbe stata un’emozione (o un briciolo di sollievo).

e invece no.

ma oggi è lunedì. dopo un sogno di quelli rilassanti, dancin’ ha una gran voglia di dire al tizio che inizia con la B cosa pensa di lui. ma dubita che lui si farà sentire nel prossimo futuro. dancin’ aspetta il momento buono. ma ad aspettare non è proprio brava. per niente.

e intanto si ributta sui libri. per fortuna ha di che tenersi impegnata.

 




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