jane e il mago
Dato che non ho ancora deciso quale sia il mio stato d’animo predominante in questo periodo, a fronte delle novità da montagne russe che mi aspettano…
E dato che devo sfruttare la connessione fantasma del vicino sconosciuto, che appare nei momenti più impensati quasi a chiamarmi all’ ordine (ossia ora che avevo il piatto di pasta fumante e in bilico sulle ginocchia, davanti al tg)
(…e per impedirmi di continuare a fare commenti logorroici sui blog altrui…)
Mentre guardo l’ ennesimo servizio sulla campagna elettorale (a volume spento perchè non la sopporto più)…
volevo dire…
Che sono due giorni che piove e non riesco ad andare al parco dopo lavoro. Mademoiselle è stravaccata sul parquet, esasperata e nervosissima e io non saprei proprio che sollievo darle, oltre al permesso di passeggiare avanti e indietro nella casa due passi per tre, masticare ossi e ossicini e trovarla intenta ad escogitare nuove tattiche di arrampicata sui mobili in cerca di…mah.
L’ho sorpresa in bilico sul tavolino della tv tutta presa a sfilare il cd dal lettore (che era riuscita misteriosamente ad aprire).
Così, in preda ai formicolii alle dita dei piedi e all’ agitazione…anch’ io trascorro il mio tempo.
E poco fa pensavo all’ amico che in questi giorni voleva a tutti i costi spiegarmi i motivi della sua gelosia e del particolare software che gli ha permesso di leggere le mail e gli sms della sua fidanzata…informazioni a cui io, allibita, ho dovuto dare una risposta, e forse è rimasto sorpreso di non trovarmi molto alleata in queste macchinazioni.
Ma siamo pazzi!
Se le storie d’ amore over trenta si stanno riducendo a questi livelli di paranoia più o meno da fuori di testa…rimango zitella, sicuro. Con mia somma soddisfazione.
E a proposito di questo mio argomento, che sembra rivelarsi quale mio preferito di questi tempi (ma no ma no, è tanto per parlare)…
Mi hanno consigliato di leggere Jane Austen (per ritrovare il lato bello degli uomini) o Harry Potter (per volare con la fantasia e non pensare a nulla di “quaggiù”, in questi tempi tormentati).
A parte il fatto che io non è che abbia perso di vista i lati belli degli uomini (ma semmai proprio loro in carne ed ossa, dato che nella mia vita quotidiana sembrano praticamente scomparsi da ogni tipo di orizzonte) mi pare che propormi una dama - zitella – del ‘700 - ‘800 e un mago…forse sia un messaggio neppure troppo subliminale.
Così sto leggendo:
- John Irving “A prayer for Owen Meany” (Irving lo adoro e per questo ora lo leggo pure in originale, gustandomi lo sforzo)
- S. Larsson “Uomini che odiano le donne” (titolo che sembra un programma, molto interessante)
- E sì… anche “Orgoglio e pregiudizio” (perchè poi dovrò riferire all’interessata…)
- E da oggi…Matthieu Ricard “Il gusto di essere felici”, che non può guastare.
Sì, proprio tutto in contemporanea. E magari sono pazza, e vabè. Comunque mi capita spesso, quasi sempre da uno i libri diventano due o anche tre, o quattro (a meno che proprio non sia rapita dal primo da non potermene separare fino alla fine).
Così leggo un po’ qui e un po’ là, penso alle trame in traiettorie parallele e distinte…ai personaggi e alle storie, anche mentre passeggio al parco, o sono a lavoro.
Della Austen che dire. Sono felice che il marito non me lo (abbia) scelto una madre esagitata ed “etichetta dipendente”…che magari anche la mia sarà lì a scervellarsi per una figlia che non dà aria di volersi sistemare, ma almeno non sono costretta a sottostare agli sguardi di disperazione, suoi e del mondo. E non oso immaginare in cosa mi sarei imbattuta, nel caso…
Se c’è un peggio a quel che ho scelto di mia spontanea volontà, sarebbe stato mio. E ho idea che ci sia.
E, oltre a leggere, lavoro…e la sera studio (come in questo momento?!).
In ogni caso non c’è male. Di sicuro per avere il tempo di “cercare marito”. O aspettare di vederselo piombare dal cielo.
“Ridiamo insieme”.
(amen)
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