bellezze (e draghi) nei castelli
…il mio vicino ha due “amiche speciali”. Ana e Angelina.
Ana e Angelina non abitano in Italia, o perlomeno non ne hanno ancora imparato la lingua, conversano con il mio vicino via telefono – forse via skype – e ogni tanto passano a fargli visita. Non insieme, certo, che non è assodato che Ana e Angelina sappiano l’una dell’ esistenza dell’ altra.
Da quando il mio vicino si intrattiene con Ana e Angelina è diventato quanto mai furtivo, sono passati i carabinieri a scampanellare alla porta di casa un paio di volte o forse più per motivi misteriosi (e nel dubbio tempestavano anche la mia di porta, dato che, come il vicino, non ho il nome sul campanello), il suo cane forse non esce quasi più per fare pipì.
Perché quando ci sono Ana e/o Angelina il vicino è molto impegnato a intrattenerle e non capisce più niente - probabilmente.
Esibisce un ottimo maccheronico inglese, le due rispondono con una lingua un po’ meglio perfezionata, sembra, ma soprattutto molto squillante e ridolina. Soprattutto la Ana, che invece l’ Angelina risparmia le sue corde vocali per urlettare come una pazza per ore, tipo gallinella spennata viva in preda ad orgasmici impulsi.
Ed io non è che trascorra le mie serate e notti ad ascoltare quel che succede a 3 metri dal mio divano, ma… non ho molti spazi per allontanarmi dal muro che ci divide e dai rumori di là da esso, se non alzare il volume della musica e/o tv.
Comunque Ana e Angelina compaiono misteriosamente solo nel weekend o in occasione di feste comandate…per il resto il vicino si limita a “parlare” con loro al telefono e organizzare gli incontri in base alla disponibilità, credo, delle fanciulle o… della sua carta di credito – che dovrà ben pagargli almeno il biglietto aereo, no?
Il fine settimana appena trascorso è stato il turno visite dell’ Angelina.
A voi lascio immaginare.
Ma in ogni caso.
Prima di tornare agli amoreggiamenti del mio vicino…ho avuto un assaggio di quel che mi riserveranno i prossimi – speriamo pochissimi – mesi.
La situazione della futura convivenza forzata che mi toccherà si profila alquanto drammatica e al limite della sopportazione.
Ieri notte non avevo le chiavi per rientrare al castello , blindato come al solito, dopo la giornata a passeggio nella vecchiacittà. Ho dovuto telefonare per farmi aprire, telefonata a cui ha risposto lareginamadre addormentata e decisamente indispettita, per intimarmi di lasciare la macchina fuori dal cancello – al che ho dovuto tornare indietro e andare a fare le manovre prima di riuscire ad entrare. Il tutto all’ una di notte passata da un pezzo.
Stamattina…pioveva a diluvio, il cane psychoeanziano avrà fatto pipì per tutta la casa minimo 5 o 6 volte…il tempo di aprire la portafinestra per farlo uscire sul terrazzo mentre mi davo gran da fare a pulire i pavimenti…e lui rientrava all’ istante per ricominciare a schizzare in giro.
Mademoiselle addentava tutto quello che trovava in giro (suppellettili e souvenir e piante e cestini) e, insoddisfatta, una volta rinchiusa con me in una stanza dove avevo da lavorare, ha pensato bene di brontolare tutto il tempo perchè la intrattenessi, finchè, indispettita, si è attorcigliata col tappeto sotto la scrivania, sui miei piedi.
Nel frattempo era rientrata la reginamadre già non proprio di buon umore che, alla vista dei pavimenti bagnati dal lavaggio… ha deciso di alterarsi ancora di più. Dice che non sopporta più il canepsycho - e ok – che vede già male la convivenza con mademoiselle…
E anch’io non vedo molto di meglio, direi.
(come se non bastasse il padreRe non ha perso il vizio di controllare le razioni di dolce giornaliere che mi sono consentite)
(E intanto penso che prima o poi dovrò “capitolare”.
Col mio ragazzone grande e grosso che sono anni che passeggia con me lungo il fiume per ore, che cavalca le ondate dei miei maremoti su e giù e ancora non è affogato ma anzi, spesso mi tende la mano quando rischio di finirci io, sott’ acqua. Questo ragazzone che mi ispira sentimenti contrastanti e ancora mai ben definiti e definitivi.
Le sue mani e braccia che stringono a volte fino a stritolarmi…la sua “calma”, la quiete così diversa dalla mia, le idee chiare, la vita altrettanto…il suo incavolarsi chiuso al contrario dei miei fulmini e saette, che si spengono altrettanto velocemente così come esplodono quando la mia capacità di sopportazione e soffocamento raggiunge un limite. La mia “pancia” e la sua analiticità, che lui dice che io forse vorrei ma rifiuto.
Mah.
Il suo stato d’ animo di questi tempi è +1, il mio -1. E’ come essere a uno zero da sbloccare. In attesa di evoluzioni.
Ma a volte ho la sensazione che lui semplicemente sia la realtà e che dall’ altra parte ci siano, semplicemente, solo le mie - solite – chimere)
Filed under: vita al castello | 2 Comments
Tags: bellezze, casina due passi per tre, draghi, il vicino









vedo che come umore siamo messi tutti maluccio.
senti un po’, ma ana e angelina da dove vengono?
m2, non saprei dirti, le ho viste di sfuggita un paio di volte, sembrano ragazze dell’ est (il che è anche probabile)…non le ho sentite parlare la loro lingua…
;)