Cambiamo argomento.

In attesa di vedere il cavaliere autoproclamarsi re o imperatore e mettere all’asta il figliolo pretendente al trono per donarlo alle più avvenenti e precarie pretendenti…sono dovuta tornare al castello per andare a colloquio col docente – che non vive al  castello, naturalmente, ma riceve non lontano da qui.

In vista del mio prossimo trasferimento (provvisorio e speriamo brevissimo! è la mia nuova litanìa, cercate di sopportare) e per trovare spazio per i primi libri e cianfrusaglie che ho portato con me dalla casina due metri per due…

Ho dovuto mettere mano alla prima  tra le ceste, scatole, ante dell’ armadio piene e strapiene della me, diciamo, degli scorsi 15 anni almeno se non di più.

Caspita. Ci sono rimasta incatenata e ho dovuto scappare via e rimandare ad un altro momento. In cui mi farò trovare, spero, più preparata, calma e dotata di distacco zen.

Perchè…perchè è durissima vedere come sia stata capace di scrivere km e km di carta, di ammucchiare foto, biglietti del cinema e soprattutto concerti, lettere, mail stampate, quaderni e block notes, disegni miei e di altri, orari dei treni, programmi di festival, pezzi e ricordi dei mille lavori che facevo…ci sono io che vengo fuori in tridimensione e faccio quasi paura, alla me di ora.

Che non che mi sia trasformata in un altro essere completamente diverso, ma anni fa ho deciso di mettere la parola fine a  determinate cose e allontanarmi e provare a ricostruirmi da zero (il punto dove mi ero ritrovata)… e il distacco è stata una salvezza, e da allora ho avuto anche tante altre cose a cui pensare che mi hanno aiutata a respirare, lontana da certe situazioni e sentimenti dolorosissimi.

(E forse sono anche riuscita a costruirmi un bel muro. Di cui non essere, magari, proprio orgogliosa)

Insomma. Mi leggevo come se si fosse trattato di una sorella molto più giovane, tenera, attonita e curiosa, desiderosa di spiegarsi l’ inspiegabile (ma cavoli!) e…spesso persa in mezzo al mare, senza appigli, se non una se stessa di cui dubitava (troppo e purtroppo).

Non so. Che non si è meritata davvero certe cose che le sono capitate. Certe persone con cui ha dovuto avere a che fare e che hanno cercato di toglierle quanto di più prezioso aveva (e ci sono quasi riuscite).

Solo questo. Che parlare della me di allora e di ora è autoreferenziale e ha poco senso.

Però…se voi siete in qualche modo in ascolto…mi dispiace come non mai avervi regalato una parte così preziosa di me perchè la sporcaste in quel modo e la faceste a pezzi.

Solo questo. Non la meritavate, penso, mentre guardo tra le dita davanti agli occhi quella mia corsa a velocità sempre più fuori controllo verso lo spiaccicamento  finale con un misto di tenerezza, rabbia, rimpianto per non essere stata, purtroppo, la sorella maggiore della me di allora, come potrei essere ora.

Avevo dentro una quantità di sogni ed energia ed entusiasmo…che non avrebbe dovuto essere  mutilata e prosciugata per nulla la mondo.  

E non avrei dovuto farmela portare via, per nulla al mondo. Che questo è altrettanto grave.

(ma non avevo nessuno che mi aiutasse a vederla e mi insegnasse a conservarla e trasformarla in una forza da drago, così come avrebbe dovuto essere).

((e sinceramente è quasi imbarazzante vedere, tra le altre cose,  quanta importanza dessi a certi blateranti e sadici individui con un’ anima  e un cervello grandi come un…come un…cosa c’è di microscopico tendente al nullo?))

Ora siamo qui, “lei” e me. E “ce la dobbiamo vedere”. Contro i nani malefici e non solo.

(e speriamo, tra 15 anni, di trovare ceste piene solo di “fiorellini”, fantasie concretizzate e tanto “amore”)

;)

 



5 Responses to “scheletri che ballano negli armadi”  

  1. brindo alle scoperte del futuro! ;-)

  2. e per di più ti ho nominata per un meme… mannaggia a me!

  3. :)
    Io sono una conservatrice compulsiva.
    Mi lego alle cazzate più improbabili.
    Conservo preferibilmente cose stupide, biglietti del tram, scontrini, pubblicità di mostre che non ho mai visto ma che, chissà perchè, mi ricordano un posto o qualcosa. Ma conservoa nche cose un po’ qui sentimentali: i quaderni della mia prima elementare, i disegni dei bambini delle scuole dove ho lavorato, TUTTI i biglietti di natale o compleanno ricevuti delle persone a cui tengo. Conservo tutte le lettere: ho quelle del mio fidanzatino delle elementari, ed ovviamente quelle del mio ultimo ex con tanto di “bastarda”. Ho i petali essiccati delle rose che ricevo, ho carte di caramelle e cioccolatini, ho lettere scritte da me e mai spedite, ma che non riesco a buttare. Ho conservato tutti i diari che ho regolarmente iniziato e abbandonato dopo 3 settimane, e pure un paio di barattoli con conchiglie e sabbia di una delle prime estati da sola. Conservo le chiavi della mia prima macchina e della mia prima casa, anche se non aprono più una mazza di niente. Non so perchè, ma non riesco a staccarmi dalle cose. Il mio impero è una piramide di cartaccia e munnezza, ma ho talmente paura di dimenticare che conservo tutto!
    Ma da tempo ho un piano: aspetto che mi suoni un qualche campanellino interiore, dopo di che farò un bel falò, e ciao ciao a questo 40 chili di ricordi!

    … ma te sei riuscita a farlo un po’ di spazio?
    Alice conservatrice

  4. ops.
    Ho scritto un romanzo!
    Alice straparlatrice

  5. 5 dancin' fool

    m2, mannaggia a me l’ho fatto! ;)
    ora tocca pure ad alice…

    alice, al falò sto meditando anch’io…ci penso a tutta quella valanga di roba, a parte il fatto che non vorrei diventasse di dominio pubblico dopo la mia dipartita (!)sarebbe anche ora di dare un ripulita.

    un pò l’ho fatto, ma non è facile…cavoli! un bel falò generale sarebbe l’ ideale, senza neppure guardare cosa di butti dentro…


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