dieci piccoli indiani
Questo bel prato soleggiato (che ospita mademoiselle in bella posa all’ ombra dell’ albero – no, naturalmente non è una foto recente, dato che il sole qui è scomparso qualche settimana fa ed è tornata la neve sulle montagne e vento gelido e pioggia tantissima pioggia…), è il teatro del giallo del momento (diciamo uno dei tanti) nonchè il luogo delle mie passeggiate quotidiane prima o dopo lavoro, delle scorribande di mademoiselle con gli amici canini, dei suoi tuffi nello stagno, dei giochi a spaventare le papere, delle fughe dai soffi dei cigni imbestialiti.
Questo bucolico posto – di cui qui vedete solo una sezione – è in realtà un cerchio di prati attorno a una ex cava che si è riempita d’ acqua nel corso degli anni, una distesa di erba verde battuta dal sole e riparata, per ora, solo da piccoli alberelli appena piantati che offrono pochissima ombra d’ estate. E’ un’ ultima striscia di terra dove, in settimana, i padroni di cani possono passeggiare e darsi appuntamento mentre portano i loro peluches a fare le corse indisturbati da multe e restrizioni (ci si affida al personale buonsenso e infatti tutti sembrano andare d’ amore e d’ accordo), tra la gente che fa jogging o cammina a coppie e si bacia lungo le staccionate.
In queste chiare fresche e dolci acque (che tanto chiare non sono, dato che si intravedono sul fondo i detriti che hanno ricoperto e a un metro circa da riva diventano nere e profonde), mademoiselle nuota e…un giorno sventurato ci ho fatto un salto dentro pure io.
In breve: il laghetto (chiamiamolo così) è popolato da cigni e altri volatili di vario genere, tipo papere,paperette e anche bisce e tartarughe d’ acqua (giganti e impressionanti) e questo animalame vario ha a propria disposizione delle specie di zattere che galleggiano su e giù nell’ acqua spinte dal vento (non credo dalle correnti perchè l’ acqua è piovana). Un giorno sventurato una di queste zattere si è fatta trovare arenata su una delle spiaggette da cui mademoiselle spicca il tuffo. Io, sovrapensiero, ci ho messo i piedi sopra (dalla parte appoggiata sulla terraferma) senza accorgermi che la mia bella era rimasta indietro ad annusare qualche interessantissimo aroma fra l’ erba. Nel giro di qualche secondo…mademoiselle arriva di gran carriera correndo a rotta di collo lungo il prato in discesa fino alla spiaggetta, si precipita a raggiungermi, sempre correndo, sulla zattera…la zattera si inclina pericolosamente, mademoiselle finisce sott’ acqua, testa, orecchie e tutto il resto…io la guardo sbigottita, faccio per tendere una mano per prenderla al volo e… che fine ho fatto secondo voi?
Il bello è stato strisciare pancia sotto sulla zattera per tirarmi fuori (di nuotare non se ne parlava proprio in quello stagno di rospi), graffiarmi pancia e braccia, tingermi di verde alga i jeans, sedermi a riprendere fiato sulla spiaggetta col terrore che qualcuno avesse visto la scena. Mademoiselle intanto era già in salvo sulla terraferma tutta presa a guardare le formiche.
Col batticuore più per l’ imbarazzo che altro…quel giorno ho fatto la strada di casa bagnata fradicia, coi jeans pesanti un quintale e verdognoli, le gambe che mi pizzicavano di sotto e mademoiselle tutta allegra per l’ impresa – era stato uno dei suoi primi bagni. Per fortuna era una di quelle giornate estive talmente bollenti che non c’era un’ anima in giro (a parte quella signora che abbiamo incrociato dopo la curva del sentiero e che aveva l’ aria di voler guardare da tutt’altra parte, forse per non scoppiare a ridere).
Insomma, per tornare al nostro discorso. Questo parco è stata la mia salvezza nella vita lavorativa nella nuovacittà. Mi ha dato respiro e un preziosissimo sollievo quotidiano che non avrei trovato altrove.
Ebbene.
Pare che nasconda un cadavere. E forse verrà messo sotto sequestro. E senza fornirvi i macabri particolari…l’ ipotesi è che quelle fresche dolci acque nascondano il corpo sul fondo.
Sì, proprio dove mademoiselle fa il bagno e gioca coi cigni….sì, proprio dove io sono cascata dentro lunga distesa.
(brrrrivido gelido lungo la schiena)
















vabbé, quando trovano il cadavere puoi fare quella che c’è andata vicino… però, povera mademoiselle, se le chiudono il parco che farà?
ti prego! e’ una storia pazzesca, mi hai incuriosita fino alla fine! facci sapere poi, che siamo morbosi
m2, c’hai ragione…e se chiudono il parco che farò pure io? mademoiselle comincia a camminarmi su per i muri…e i giardinetti di città sono sporchi da fare senso…
nonsisamai, ti farò sapere. non è ancora detta la parola che lo chiudano…sembra che il cadavere sia lì sotto da qualche anno, probabilmente non troverebbero molto. che senso però! e meno male che mademoiselle non mi ha mai portato un “souvenir”… brrr
… ma sono io che sono ciecata o e’ mademoiselle che e’ piccina?! Ci ho impiegato 20 minuti prima di metterla a fuoco!
Comunque, il bagno col morto fa un bel po’ di impressione, eh
Alice rabbrividitrice
alice, era un gioco a “trova il dettaglio”! mademoiselle non è grandissima, cmq, ma neppure microscopica…si fa notare