distrazioni
Negli ultimi tempi devo essermi distratta un attimo e la coppia “più bella del mondo” è scoppiata, nel giro di un paio di mesi, a quanto pare. Lei ha trovato un altro sul lavoro, ha lasciato il gatto al marito ed è veleggiata (di facciata) a casa di un’ amica, ma in pratica dorme già col suo nuovo amore, con cui sta pensando di prendere casa.
Il marito si aggira “come se nulla fosse” (e questa è una cosa davvero difficile da vedere), a quanto pare non fa domande e non vuole sapere nulla dell’ improvvisa nuova vita della moglie. E oltretutto pare che i due si incontrino alle feste degli amici comuni e sembrino le persone più tranquille del mondo, come se quei dieci e più anni di convivenza (e qualcuno in meno di matrimonio) non fossero mai esistiti.
Tutti a dire (di lui) ma come fa, come non fa (e io aggiungerei: anche lei, come fa come non fa a pensare di lasciare un marito e prendere casa con uno con cui va a letto da qualche settimana).
Ok. Però. Ieri sera eravamo tutti a cena e lui, a sorpresa, ha tirato fuori la questione. Ci ha chiesto cosa, secondo noi, dovrebbe dire a tutte le persone che si stanno accorgendo che la moglie non è più nei dintorni. E qual’è stata la risposta degli amici più intimi? Silenzio. E poi…qualche stupidaggine detta per scherzo.
Ma allora. E’ così che ci si riduce? Le cose vanno in pezzi e tutti a sparlarci dietro e nessuno pronto ad offrire una frase seria, di comprensione? Di…non so. Una frase.
A quel punto mi sono sentita in dovere di provare a dargli io una risposta, una mia possibile frase che direi in una circostanza così storta. E non ero certo io l’ amica di lunga data. Loro tutti li conosco da relativamente poco.
Sono rimasta allibita. Perchè tutti erano solo pronti a dirgli dietro “ma come fa a non reagire, sembra che non provi niente” (quando secondo me sta solo cercando di non urlare davanti a tutti e di tenersi dentro un sentimento che, ho paura, comunque esploderà) e poi, quando lui chiede davvero un aiuto, una risposta…silenzio.
Allibita.
Ma cambiamo argomento.
A lavoro è arrivato un nuovo ragazz (ino). Il primo che, dopo mesi (anni?) guarda come i ragazzi guardano le ragazze. Perchè gli altri com’ erano? Eh, com’ erano…da disperazione. Che quasi credevo di essere arrivata nel Paese dei Robot.















