greg e i cavalieri di una volta
Io e mademoiselle abbiamo fatto il secondo viaggio con la macchina piena di scatoloni. Io alla guida, lei a ronfare sul retro tra una scatola e l’ altra (e a rimanerci incastrata sotto, in curva - ops).
Piano piano raccogliamo le briciole e ci prepariamo al ritorno.
(Aiuto – soloperpocosoloperpocosoloperpoco…)
Le scatole che ho imballato oggi, uscita da lavoro, erano piene di:
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jeans in cui non sto più dentro
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scarpe e vestiti comprati in questi ultimi quasi tre anni… mai messi. Non perchè non fossero belli ma perchè ne sono mancate le occasioni. Già, nella città dell’happyhour e festatuttalanotte… uscivo meno che nella vecchiacittà – che tra l’altro, secondo me, è molto più “notturna” e viva forse perchè più accessibile e “naturale”.
E qui ci sarebbe da scrivere un altro poema a proposito, ma non è il caso. Sta di fatto che passeggiare la notte da sola per andare a recuperare la macchina parcheggiata qualche km lontano, in quartieri che non conoscevo assolutamente o lungo le rotaie abbandonate di qualche linea abbandonata del tram… non era il massimo. E nonostante i travestimenti da donna invisibile un leggero batticuore mi attanagliava ogni volta la gola (e una vocina interiore continuava a dirmi “ma chi te lo fa fare, così te le vai a cercare” e così via), finchè non mi ritrovavo chiusa a doppia mandata in macchina (e aprivo la cartina sulle ginocchia per ritrovare la strada di casa e non perdermi tra circonvallazioni roteanti e vie che le tagliavano di sbieco, al contrario di quelle a cui ero abituata, perpendicolaricissime – all’inizio, nella grandecittà, sono riuscita a perdermi pure a piedi…sigh).
Una piccola parte di questo poema sui giri notturni in città potrebbe riguardare anche la fine dell’ usanza di accompagnare una ragazza, da sola, alla propria auto lontana. A un certo punto mi ero anche messa a mandare messaggi subliminali in merito… possibile che qualche coppietta, gruppetto non potesse farmi compagnia, a fine serata, fino a “mettermi in salvo”? Li avrei poi riaccompagnati uno per uno! Ma niente. Le mie preghiere (afone) sono sempre rimaste inesaudite.
Finchè ho cambiato meta del mio girovagare. E sono andata fuori città. Così almeno stavo nel verde (più o meno) e la macchina potevo portarmela a meno di un km di distanza… e ritornarci a piedi da sola sembrava meno spaventoso.
In ogni caso i veri abitanti della cittàgrande, con cui sono stata in contatto agli inizi, non sembrano affatto abituati e desiderosi di uscire da essa. Molti a quanto pare hanno pure venduto la macchina, perchè avrebbero bisogno di un santo protettore per trovare parcheggio (a ragione. E’ un incubo degli incubi).
(altre “stranezze” degli abitanti della grandecittà, viste dagli occhi di uno “straniero”, ve le racconto magari in una prossima puntata)
Per tornare in carreggiata.
Se questi ultimi anni sono stati all’ insegna della “libertà” e “guarigione” dalle sofferenze passate (anche se a leggere i post qui sotto non si direbbe! ma sì ma sì, fidatevi sulla parola…) sono stati altresì il tempo dell’ingrassamento e allegro paffuttellamento.
Ebbene. Ne sono in un certo senso felice, anche se inizio a pensare che ora sarebbe meglio cominciare a darci uno stop. Non per tornare indietro di un paio di taglie ma almeno per non dover rifare il guardaroba.
Così, mentre guidavo, mi veniva in mente lui:
e sempre lui… venti chili dopo:
(tra l’altro guardate un po’ chi c’è alle tastiere…)
Ossia. Sul fascino e la bravura non si discute, ma sulla copertina di “Gentlemen”, anni fa… avevo perso gli occhi (oltre che le orecchie).
E mi chiedevo se farò la stessa fine ; )
ps. naturalmente sarebbe meglio ascoltare i pezzi su cd per farsi un’ idea…
















Effettivamente difficile riconoscerlo… comunque non dovrei parlare, che per me gli ultimi cinque anni sono stati un disastro
Manuel A. invece regge bene gli anni
Eh sì, non ci sono più i cavalieri di una volta…
Però devi anche considerare che noi maschietti non abbiamo la palla di cristallo e non siamo bravi ad interpretare i desideri non espressi.
Negli anni mi sono convinto che esiste una fondamentale differenza tra uomini e donne, i primi preferiscono una comunicazione di stile diretto, le seconde preferiscono dire senza dire e una comunicazione di tipo indiretto. Orgoglio? Timore di sembrare fragili? Bah… E chi le capisce e donne?
—Alex
ciao fabrizio
hai ragione…
adblues, hai ragione anche tu, sulle modalità diverse di comunicazione… però, ad esempio, una volta io l’ho proprio buttata lì “andiamo a fare una passeggiata – ehm – verso la mia macchina e poi vi riaccompagno?” nada de nada.
e il bello è che certe ragazze, accoppiate, me lo dicevano anche “certo che non è affatto bello andare in giro da sole a quest’ ora”…ma poi prendevano il fidanzato sottobraccio e via.
boh. era solo che non mi era capitato prima. si vede che ogni città ha le sue “usanze”
O forse è solo maleducazione e menefreghismo (ed ho come l’impressione che queste due “virtù” stiano diventando sempre più popolari).
—Alex
che rabbia mi fa sapere che una donna da sola corre il rischio di incontrare la bestia di turno.
io queste bestie le prenderei volentieri a calci in faccia.
comunque bella solidarieta’.
non c’e’ che dire.
adblues e valeria… mah. l’ unica cosa da dire è che sì, il menefreghismo sembra un atteggiamento sempre più generalizzato, almeno nelle grandi città. e poi si stupiscono se “esci” meno la sera (da sola così non è un gran piacere!)