e intanto piove.
Tra i miei odi profondi e viscerali c’è chi mi chiama sul cellulare mentre mangia, sbocconcella, dà morsicatine a questo e quello e inghiotte mentre mi parla.
Oppure, rilassato dopo aver mangiato… fa il mio numero, qualche sbadiglio (probabilmente grattandosi la pancia) e pensa bene di digerire e profondersi in ruttini e singhiozzi… o tirare lo sciacquone.
Oppure è già a letto e biascica e mugugna.
Ma allora. Non sono io che ti ho chiamato, e quindi?
Bene. Io penso che potrei tranquillamente incrinare il vetro di una finestra con un urlo.
Giuro che la prossima volta o metto giù il telefono o, con la calma dei saggi, gli spiego un po’ di bon ton (e le mie idiosincrasie).
Altro fatto di enorme rilevanza.
Oggi riordinavo a lavoro e mi è passato tra le mani questo libro (non chiedetemi autore e titolo che il libro è passato ma non si è fermato e sinceramente non li ricordo) e aprendo una pagina a caso ecco cosa ho letto:
“…atteggiamenti logorroici, un’ analisi eccessiva che disperde e stempera la sostanza dei propri pensieri, faticando a raggiungere quella sintesi fondamentale per trarre le conclusioni o cogliere la realtà nel suo insieme”.
E questo naturalmente l’ho trascritto al volo su un foglio prima di dover mettere il libro da parte.
Mica tanto subliminale il messaggio.
Come quella volta l’ anno scorso che un collega aveva tirato a sorte per me quell’ haiku che parlava di un lago che stava straripando… e rispecchiava in modo imbarazzante quel che stavo passando.
In ordine sparso:
Intanto piove. Mademoiselle, innervosita dalle mancate corse al parco di ieri, causa maltempo, rompe l’ anima. Mentre studiavo stamattina voleva a tutti i costi sdraiarsi sul tavolo e mangiucchiarsi le matite. In certi momenti sembra avere qualche crisi di identità. O è la vita di città che stravolge un po’ gli istinti canini.
La connessione fantasma del vicino si può dire scomparsa.
Ogni tanto timida fa capolino, ma viene immediatamente soffocata da altre (almeno) dodici reti wi-fi protette che navigano nell’ aria (di casa mia).
Qualche giorno fa ho visto una puntata di Report dove elencavano i vari tipi di rischi assodati o presunti dovuti alla continua esposizione alle “radiazioni” delle reti wi – fi che popolano case, uffici, luoghi pubblici, scuole (era su queste ultime che verteva la polemica). Allora io potrei dire che ho un piede nella fossa.
Ieri sera tardi ho visto una nuova pubblicità in cui un trans parlava di un nuovo marchingegno per la depilazione… “che come gli uomini non sopporta il dolore” e che come le donne desidera essere sempre bellissimo. Mi chiedo se mia nonna, vedendola, stia esclamando “ma che belle gambe lunghe e muscolose ha quella ragazza!”. Lei è molto sensibile alla bellezza.
Nel mondo dei sogni avrei pensato di sposarmi prima della mia sorella minore. E non di assistere, da lontano, a lei che va a scegliere il vestito con l’ amica del cuore (fresca di sposalizio e incinta).
Ma il ragazzino che bazzica dalle nostre parti in questo periodo mi ha detto, con tanto di occhioni spalancati, che “non dimostro proprio l’ età che ho” (e ci ha tenuto a ripeterlo) e detto da un ventunenne forse è un complimento. Io mi sento sua madre ma no, ci sono solo una decina d’anni di differenza. Speriamo che domani non mi dia del Lei…
Ora mi prendo la frase di sopra, quella del libro misterioso, e me la tatuo nei pensieri di inizio giornata. E non esco dai binari per nulla al mondo.
Vediamo se così riesco ad uscirne, da questa spirale vorticosa e inutile. Intanto la notte sto ripassando tutte le mie ansie e paure. Una dopo l’ altra, in fila. Stasera toccherà ad x, immagino. Ieri era la volta di y, quella prima di z.
Ad ogni modo mentre pranzavo, oggi, le stelle hanno detto che ho tutti i pianeti contro. E di stare molto attenta a quello che dico e faccio… per qualche settimana.
Ah, mi sembrava… sentivo in effetti un nonsoche ; )
Ecco le canzoni di oggi, uscite - a caso - tutte in fila dall’ I-pod, e che non potevano essere selezione migliore (potete sedervi in poltrona e appoggiare la testa sullo schienale) :
In spite of me, dei magnifici Morphine
I’m lonely (But I Ain’t that lonely yet), dei super White Stripes
I’ don’t even know myself, dei mitici The Who
Big boy (io vorrei farvi ascoltare “Unhappy”, ma non c’è qui…)
Alla prossima scintillante puntata.
















Cosa posso fare per farti rilassare un po’?
Ti leggo molto, ma molto agitata…
Tisana? Massaggio rilassante?
Un abbraccio,
—Alex
PS = Almeno qui oggi non ha (ancora) piovuto. Nel cielo ci sono tanti nuvoloni neri e minacciosi ma anche rassicuranti squarci azzurri.
—Alex
le radiazioni delle connessioni wi-fi non scherzano: in cinque anni a Los Angeles credo di aver davvero fatto il pieno.
Il cane sul tavolo: di solito sono i gatti a farlo, no?
dev’essere proprio bellina la cagnoletta tua.
adblues…. magari un po’ di sana “realtà”… un po’ di fatti, un po’ di corse e aria aperta… ma che ne so … cmq molte grazie. apprezzo moltissimo la tisana. e il massaggio… prima o poi troverò qualcuno che me lo farà sul serio! mmm.
valeria, già, sono i gatti… hai capito il problema?
ho idea che mademoiselle stia diventando troppo umanodipendente…
Mi sono permesso di leggere piu’ o meno tutto il blog e mi sono molto divertito. In attesa dell’ultima bevuta con gli amici di qua, leggere questo blog mi ha catturato.
Anche qua a Toronto piove ed e’ una pioggia che penetra e ammazza le personalita’, e’ una pioggia consumistica. Ho conosciuto un ragazzo marchigiano (oramai 35enne) che era venuto in nord america per la musica (DJ e altro) di una cultura davvero profonda. Ora il grosso dei suoi “incomes” viene dal fare il cameriere in un ristorantino, anche se ha ancora un contratto con MTv. Vedo questo ragazzo che sta alzando bandiera bianca, non crede piu’ nel suo progetto, non lo dice ma lo si capisce. Mi ha invitato a cena, io non ho fatto niente per lui, ma mi ha trattato come un re. Lui e’ quello che siamo anche noi, sognatori e puliti; ma anche illusi. Io torno in Italia, ed ora non posso proporgli niente, riusciro’ a malapena a mantenermi per almeno un anno, senza considerare che voglio tornare a studiare. Sento che verra’ perso un capitale se questa persona non riuscira’ ad esprimersi. Spero un giorno di tornare qua e provare ad offrigli un futuro.
Ho letto nelle varie pagine del blog, che studi; sarei curioso di sapere, in che materie, anche se credo non sia difficile da capire e mi piacerebbe sapere che lavoro vorresti fare.
Vedo nella nostra societa’, che l’unica possibilita’ di parziale liberta’, in un mondo dalle mille possibilita’, apparenti, e’ mettersi in proprio e lavorare sulle risorse umane. Ho letto che non hai certezze per il tuo futuro lavorativo; io ora non posso proporre nulla neanche a te, ma se vuoi fammi sapere di piu’ di te, non si sa mai che ci sia la possibilita’ di costruirti un lavoro ed un’ attivita’ attorno, ” su misura”. Certe ricchezze non devono essere assolutamente sprecate!
ethically, sono contento che tu ti sia divertito, spesso invece mi sembra sia un polpettone angosciante…
per lo studio, bhè, è un po’ imbarazzante per me parlarne così, qui… anch’io comunque prendo una “pausa” dal lavoro e mi rimetto a studiare (come sto già facendo)… nella speranza di trovare un lavoro che faccia più per me, nella speranza di sentirmi anche meglio.
per il lavoro… sarebbe bellissimo fosse così “facile” trovare la propria strada!
che dire… speriamo, no? e cerchiamo di non mollare.