dai monsoni con calore
A guardare i tg in tv sembra sia arrivato finalmente il Messia. Con tutti gli angioletti gregari. E’ iniziata l’ era della prosperità, ricchezza, benessere, liberazione dagli stranieri “cattivi”, ricrescita economica, tutto.
Ovvio pensare… ma allora dove eravamo prima di questo nostro Salvatore? Cosa abbiamo rischiato, in che limbo siamo vissuti, sotto quali catene? Che paura. Che rischio abbiamo corso!
Ma. Ho sentito bene o in una delle (uniche) tv non ancora sotto il suo controllo diretto il nostro messia ha anche detto che bisognerà fare tanti cambiamenti, compreso accrescere i suoi poteri, che poverino, è l’ unico al mondo che non ha lo stesso raggio di azione degli altri? Sì, perchè eravamo una nazione proprio “cattiva”.
Quando il referendum per la monarchia?
(Comunque dovrei smettere di guardare i tg. E affidarmi solo ai giornali, saltando da uno all’ altro. Così è impossibile. Così si capiscono, comunque, tante cose – soprattutto sul perchè abbiamo un Messia).
Ho trascorso il mio giorno libero riempiendo della mia roba scatole su scatole, studiando e cercando di convincere mademoiselle che il tavolo non è proprio fatto ad hoc per le sue evoluzioni e sieste, e che dovrebbe cercare di avere un po’ di orgoglio canino e non cercare di somigliare a una gatto d’ appartamento.
Al parco e nello stagno, soprattutto, si è ricordata chi era, per fortuna.
Il resto della giornata è trascorso all’ insegna dei preparativi per il pranzo… e dei pensieri subito dopo per decidere cosa cucinarmi per cena. E bere un po’ troppo pastis come aperitivo.
E poi… e poi… la oldmobile si è avvolta in una bella nuvola bianca sulla strada di ritorno dal parco. Allarmata sono entrata nella piazzola del primo benzinaio disponibile… speravo nel ragazzo che mi aveva già fatto benzina una volta (no, non per chissà quale dote affascinatoria, ma semplicemente perché era stato molto gentile – roba molto rara da queste parti – e mentre faceva il pieno i suoi occhi mi fissavano a 360 gradi dai cartelloni che circondavano il perimetro del parcheggio).
- Già, non avete mai notato che in certi benzinai c’è in corso una campagna pubblicitaria “noi della x ci mettiamo la faccia?” e quindi il faccione del benzinaio di turno ti fissa sorridente da tutte le parti appena metti piede fuori dall’ automobile? -
Ad ogni modo il ragazzo gentile (e platinato) non c’ era, e al suo posto è comparso lo zio musolungo, decisamente più in tema con le espressioni in voga nella grandecittà.
Intimidita gli ho chiesto se per favore poteva dare un’ occhiata al radiatore, che magari era rimasto senz’ acqua (poco prima avevo impiegato dieci minuti buoni al telefono col padresovrano per capire dove fosse, questo benedetto radiatore). Lo zio (probabilmente lanciandomi un paio di neanche troppo soffocate maledizioni), dà un’occhiata, versa un po’ d’ acqua e cerca di farmi sentire una stupida dicendo che probabilmente avrò “preso una pozzanghera e bagnato un po’ il motore…”. E come no.
Sì che siamo in piena stagione monsonica, ma sono proprio sicura di non aver preso pozzanghere a tutta velocità o che.
Riparto… e dopo un po’ vengo avvolta nuovamente dalla nuvola.
Ora la oldmobile è parcheggiata qui fuori, necessita di controllo più approfondito. E non si sa se salverà la pelle. E’ decisamente anziana e bollata pesantemente su un fianco da quando un paio di isterici al volante (altra merce non rara di queste parti) le sono venuti dentro in pieno in una rotonda, un paio di anni fa (e poi sono scappati dopo essersi ripresi dal volo… due di loro erano a bordo di uno scooter).
Quindi ora sono sommersa dagli scatoloni nella casina due passi per tre e non so neppure se e quando riuscirò a spostarli, col rischio che la oldmobile mi abbandoni così. E per lei provo gran pena, che io alle macchine mi affeziono (anche perché durano decenni, in genere, in famiglia) e lei… ha visto tante cose. E sopportato mademoiselle fradicia e mordicchiosa da quando è arrivata (e non se n’è più liberata, dai suoi peli soprattutto, nonostante facessi di tutto per proteggerla).
Bom. Il problema ora è un bel problema.
(Cosa dicevano le stelle? Sì? Abbiamo ricevuto il messaggio).
L’ altro sbalordimento del periodo è continuare a rendermi conto di quanta roba sia riuscita ad accumulare nel tempo… e qui mica ci sono stata vent’ anni. E così si ripropone la questione di dover fare piazza pulita delle valanghe di mail stampate e fogli e ciarpame di vario genere.
Ho avuto la brillante idea di escogitare un metodo con tanto di accendino e vasca piena d’ acqua ecc… (da non mostrare ai bambini), ma stavo affumicando la casa e il lavoro non procedeva come avevo immaginato (ma che ha la carta da stampa? Per farle prendere fuoco ci vorrebbe davvero un incendio!) e data la fortuna che ho di ‘sti tempi… ho desistito.
E così oltre agli scatoloni, la roba sparpagliata su ogni cm di superficie disponibile, il caos e il nervosismo… ho pure un saccone enorme di fogli da “distruggere” a mano, per evitare che qualcuno (ma chi??) magari all’ombra di qualche alberello vista discarica possa prenderli in mano e farsi quattro risate (con tanto di indirizzi mail, ecc…).
Ad ogni modo ho deciso. Dopo aver fatto piazza pulita di tutta questa vagonata di “ricordi”, sia maledetta se ricomincerò ad accumulare.
A chi importa se non tengo il segno di tutto quello che succede, delle persone, di quello che facciamo insieme o io da sola. A chi importa?
Neppure a me, in fondo. I ricordi belli rimarranno, dentro di me e magari abbelliti dall’ alzheimer e fantasia e desiderio di come si sarebbe voluto che andassero le cose piuttosto di come sono poi andate in realtà, e quelli brutti… meglio dimenticarli, no? Invece che trattenerne traccia nei cassetti, armadi, scatole… e farsi venire il male al cuore ogni volta che saltano fuori per sbaglio.
In questo periodo ho detto addio a caselle mail, numeri di telefono, indirizzi e segni di passaggio di diverse persone e situazioni.
Tutto via. Senza salvare più niente. Un coraggio da leoni.
O da esaurimento.
E dato che continuo a spostarmi e continuare a non avvistare un luogo, un punto fermo dove, finalmente, fermarmi e far mettere radici alle mie cose… sarò anche più leggera. E soffrirò meno a dover abbandonare pezzi di me (materiali) che non posso portarmi via ogni volta.
E questa sembra davvero la cosa più dura.
E intanto piove. E forse, davvero, anche le oldmobili patiscono.
Ps. Dimenticavo.
Un gentiluomo di questo palazzo ha pensato bene di pulirsi le scarpe sporche di c***a canina lungo tutti gli scalini che partono dal portone di ingresso e arrivano… praticamente alla mia porta.
C’è un gran profumo, potete immaginare, e ora, tutti quelli che entrano, cristonano.
Niente di nuovo. Niente di strano. Quasi sarebbe più divertente stare in un condominio popolato di fantasmi, come dicevano ieri sera in un programma nonsoquale. Anche se qui sarebbe molto molto dura far parlare insieme due inquilini dello stesso stabile (anche per far fronte a un “nemico comune”) dato che, in genere, manco si salutano se si incontrano per sbaglio (o bofonchiano frasi disconnesse in preda al panico, se non fanno finta di non sentire, quando li saluti tu per prima) e, pur di non prendere l’ ascensore insieme e dover stare a distanza “troppo ravvicinata”… si fanno nove piani di scale a piedi.
(Aggiungerei ancora: una volta non si usava evitare di chiedere alle “signore” “come stai? mi sembri stanca…”? E guardarle con quegli occhioni preoccupati… Ma forse è perchè non sembro ancora una “signora”? Meno male. Ad ogni modo… cosa cambia se mi dite che “sembro stanca”? Mi viene solo voglia di andare in giro con il burka. Dovrei andare a farmi una decina di lampade? Data la stagione. Truccarmi? Spalmarmi di cera? O forse basterebbe dormire sonni tranquilli e senza sogni… ma è tutto ok. Troveremo la soluzione).
















Uh oh…
Mi dispiace di leggerti in questo stato d’animo molto malinconico…
Immagino poi che il tempo piovoso non aiuti affatto.
Comunque il mio consiglio (non richiesto, ovviamente ma sperimentato di persona, garantito) è: butta, butta tutto senza pietà, è il modo migliore per lasciarsi un periodo alle spalle ed iniziare una “nuova vita”.
Per la oldmobile: da dove esce la nuvola bianca? Dal cofano o dallo scappamento?
–Alex
PS = per quanto riguarda il messia da Arcore, ignoralo, fai come me… Ci salveremo il fegato…
–Alex
la nuvola esce dal cofano… pessimo segno (e non dal radiatore, ma proprio dal motore)…
…mi continuo a divertire con questa valanga di pensieri; quando vedo il post lungo mi spavento, quasi non voglio leggerlo per fatica; poi salto qualche riga ci entro “dentro” e quando e’ finito mi dispiace…
se cerco una relazione tra il primo pensiero e l’ultimo e’ difficile da trovare, pero’… pero’ va bene!
sono rientrato a casa, 7000km e quasi non me ne rendo conto, ma qua la primavera ha piu’ profumo!
anche io sto adesso usando la connessione, che va e viene, di qualche vicino inconsapevole perche’ secondo mia sorella avremmo installato la adsl…
volevo anche comunicarti che mi hai portato lettori al blog, credo che tu ne abbia tanti, perche’ solitamente non mi leggeva nessuno ;-D; hai mica altri blog scritti in giro, cosi’, per passare il tempo senza dover accendere la televisione. adesso pero’ c’e’ un raggio di sole e devo iniziare a mettere a posto il giardino che quella vecchina di mia madre mi ha tenuto in serbo in cambio della gestione della faccende in Italia per 6 mesi…
dimenticavo, mi dispiace per la tua macchina… io ho un vecchio furgoncino, nissan vanette, tutto scassato, ma lunedi’ riattivo la assicurazione e poi ho la possibilita’ di usarlo fino al 31 maggio quando scadra’ il collaudo (per il quale non ho ancora scoperto con quali soldi lo paghero’). credo che tu sia lontana ad abitare rispetto a dove sono io, ma almeno per educazione, visto che hai ospitato la mia irruenta presenza, se ti serve una mano a spostare questi scatoloni… diciamo dovere di vicinato
ciao ethically, sono contenta che continui a divertirti qui… ma: dov’è il tuo blog? io non riesco a visuallizzare niente se clicco sul tuo nome o foto…
in quanto alla lunghezza e “disconnessione” dei post hai ragione, un po’ aiuterebbe avere più tempo disponibile davanti a una connessione in modo da organizzare meglio i pensieri a valanga, un po’ dovrei sforzarmi di tagliare qui e là. anch’io non sono un’ appassionata dei post chilometrici… e lo immagino che nessuno magari legga, ma il divertente è scriverli, in un certo modo! che dopo ti senti meglio, anche se le cose girano storte… per me è un po’ così, per ora.
ciao ciao
no, vanno bene cosi’ lunghi, e vanno bene cosi’ sconnessi, ti dico mi piacciono proprio, solo che alle volte entrarci e’ un po’ difficile…per chi vive con l’ansia di essere troppo tardi… e poi quando finisce vorresti che ce ne fosse ancora da leggere.
ti do il mio indirizzo anche se in realta’ adesso mi viene di nuovo il dubbio di chi mi sta leggendo.
http://www.ethically.wordpress.com
non e’ un granche’ ma lo uso anche io per sfogare piu’ che altro rabbia e frustrazioni…