ci vuole un fisico bestiale
un cicinìn annebbiata da certi fisichini che si trova davanti agli occhi (separati dal vetro di un monitor e qualche migliaia di km, purtroppo )…
(no, non la foto da ranocchio di sopra, diciamo questa, piuttosto
) dancin‘ si appresta a lasciarvi un saluto, in attesa che inizi la puntata di brothers and sisters della settimana che, con il suo stracarico di buoni sentimenti e tanto ammore e vicende familiari più interessanti di quelle con cui lei ha a che fare in questo periodo… movimentano la sua estate, così ricca di emozioni.
insomma.
oggi mette per iscritto ciò che sospetta da sempre, o perlomeno da quando ha iniziato a fare shopping da sola (ossia dai quattordici anni più o meno, che la reginamadre non è mai stata una buona accompagnatrice, neppure delle figlie adolescenti).
per comprare anche un paio di infradito di gomma, una maglietta da otto euro, un paio di jeans… fino ad arrivare ad acquisti ben più costosi e importanti… ricordati di uscire vestita meglio che puoi, di avere un’aria sicura e magari leggermente con la puzza sotto il naso, di sfoggiare al meglio le tue doti di ragazza ricca (anche se non lo sei). altrimenti… la fine. non sarai degna di attenzione, di considerazione, di sguardi gentili e attenzioni altrettanto (anzi, se sei fortunata rimedi pure uno sguardo che ti squadra da testa ai piedi su un sottofondo di smorfia malcelata). non che mi sia successo nulla del genere, in questi giorni. era solo una riflessione.
dopo essere uscite da una merceria davvero puzzosa e con più anni della nonnadeimonti, dove erano entrate per cercare un paio di gancetti, ed essere state trattate come pezze da piedi da un proprietario vecchio come la polvere appoggiata sulle cariatidi delle sue vetrine… dancin‘ e la sorellaquasisposa si sono lasciate andare a queste riflessioni (in questo caso non erano loro “vestite da poverelle” ma semplicemente il proprietario un gran cafone).
ad ogni modo la sorellaquasisposa abita in una delle cittadine col più alto tasso di puzza sotto il naso d’Italia. più i buchi sono piccoli, il reddito medio è alto, i pericoli delle grandi città (e i confronti col mondo) lontani… più la gente diventa minuscola e meschina. e con una puzza sotto il naso da cui non si riuscirebbe a liberare neppure se lasciata a mollo in una di quelle vasche dove si pigia il vino - di cui si vanta ai quattro venti (ma per raccogliere l’uva dai vitigni immagino non si sia mai sporcata le mani, ci saranno gli extracomunitari o i giovani come la dancin‘ che fu).
insomma. ad ogni modo dancin‘ da oggi ha un paio nuovo di trampoli sopra i quali sopporterà, con sommo stoicismo, la tortura durante la festa a venire.
in questi giorni ha fatto un salto in messico, senza accorgersene ha iniziato a leggere due libri in contemporanea ambientati laggiù.
il primo è già finito, ieri non riusciva a fare altro se non divorare pagine su pagine per trovare la fine… insomma, non posso rivelarvela, ma è allucinante.
è un thriller, in genere dancin‘ non ne legge molti, la deludono se non sono abbastanza avvincenti, ma questo l’ha catturata sugli scaffali della libreria e ha fatto bene a prenderlo.
sto parlando di rovine, di scott smith, che brivido.
l’altro libro è giorni d’amore e d’inganno di alicia giménez-bartlett, tutta un’altra atmosfera, anche se in un certo senso non meno soffocante e tesa. l’autrice, donna, deve avere qualche conto in sospeso con l’universo femminile a cui appartiene, suo malgrado.
questa coincidenza di luoghi è curiosa, in messico dancin‘ non c’è ancora mai stata, quello che legge sembra una porta su luoghi ancora spesso sconosciuti e che sicuramente, quando si troverà davanti, troverà così tremendamente uguali e al tempo stesso diversi da quel che aveva immaginato.
le sue ex colleghe la chiamano, ridono, si lamentano dei sempre soliti problemi, litigano tra loro e si sfogano con dancin‘ e le dicono che sentono la sua mancanza… anche dancin‘ avrebbe voglia di rivederle, lo farà appena possibile (anche mettendo in conto che andare avanti e indietro in auto le costerà mezza fortuna, al momento). ma il lavoro no. quel lavoro non potrà mancarle mai.
incrociamo le dita.
ancora e ancora.
a proposito, qui piove. ma dato che le spiagge sono molto molto lontane… chissenefrega.
scappo, inizia lo spettacolo… non mangiate troppo domani, eh? o forse non bevete troppa sangria…
Filed under: estate, libri, vita al castello | 5 Comments
Tags: olimpia









loro il fisico bestiale ce l’hanno, porca miseria!!!
vai in messico???
il pericolo di mangiare troppo non lo corro, qui il ferragosto non sanno nemmeno cosa sia.
no no, per ora purtroppo no…
Oh che bello, hai visto? Hai trovato le scarpe, adesso ti manca solo il vestito o sbaglio? Dai! Sei a metà dell’opera!
Poi mi raccomando, devi postare la foto con i risultati delle tue scorribande di shopping ;-)
—Alex
adblues, no daì, le foto no. “te” ne ho messe di altre (che poi magari tolgo)
:-D
—Alex