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queste pagine, se e per quanto dureranno, sono uno dei posti dove si viene a passare il tempo. annoiati, irritati, esagitati, o con la voglia di condividere qualcosa con qualche altra persona o di scrivere su una tastiera invece che a penna su un quaderno; di giocare con le immagini, con un video o qualche link.
qui si vorrebbe tanto parlare di quel che mangiano gli eskimesi a colazione, o come passano il tempo i cowboy nel texas, o di cosa si raccontano i surfisti sulle spiagge australiane, o le geishe nelle loro case.
purtroppo molti di questi luoghi non li abbiamo ancora visitati, i cowboy non li abbiamo ancora conosciuti di persona, e altrettanto le geishe.
e così… ci inventiamo qualcosa da scrivere, con lo sfondo di quel che ci circonda, spesso molto più noioso e monotono di quel che desidereremmo. e spesso dunque i racconti si fanno grotteschi, assurdi, esagerati. tristi se non riusciamo ad uscire dallo stato d’animo che ci inchioda o esaltati se invece stiamo volando a un metro da terra, abbiamo abbandonato ogni appiglio e non ragioniamo più. per fortuna.
quel che è innegabile, comunque, è che questa non è una seduta dallo psicanalista. e soprattutto, se si desiderasse il parere di un esperto, ci si andrebbe a sedere su una comoda poltroncina in pelle, davanti ad un uomo barbuto con gli occhialini e quadernetto in mano che, soprattutto, possa guardarci negli occhi e ascoltare la nostra voce.
qui infatti non abbiamo un nome e neppure un viso, non si cercano giudizi all’ultimo stadio sulla propria personalità o su questioni personali (che stanno a giocare di boxe o a raccogliere margherite nella realtà - pareri che quindi sarebbero, per forza di cose, presunti), nè consensi a tutti i costi. qui si chiacchiera, si perde tempo, si condivide… o anche no. qui per forza di cose ci si mette anche un po’ in gioco, ma soprattutto davanti a se stessi. per dimostrarsi, a volte, di essere in grado di guardare “oltre” (o sotto una diversa luce) la nostra quotidianità… o constatare che non si è capaci di farlo e cercare di darsi da fare per imparare.
questo spesso è un ottimo posto per quando non si ha nulla di meglio da fare.
qui si scrivono post, si cancellano, si gioca. si cerca di fissare nella memoria e dimenticare.
qui ci si fanno cadere sui piedi i macigni che spesso non si saprebbe dove altro appoggiare.
dancin‘ su queste pagine spesso è un’esagerata. stretta in un momento della propria vita che vorrebbe ribaltare come un guanto ma che per forza di cose non segue i ritmi che lei vorrebbe possibili.
dancin‘ blatera, si annoia, ride, si diverte con molti di voi (virtualmente), legge le vostre pagine con curiosità e interesse e vi è affettuosamente vicina (per come possa esserlo un fantasma on line).
ma dancin‘, come voi, ha un viso, una voce, un corpo, una vita. reali. che stanno molto lontani da qui. dove dovrebbero essere e dove per fortuna sono.
così è, se vi va. altrimenti potreste magari fare una colletta e finanziarle un viaggio intorno al mondo… e allora vedrete che bei racconti (e mica solo per merito suo) verrebbero fuori. niente che la riguardi neppure di striscio, manco per sbaglio.
tutto qui.
* immagine: tim walker









